Visualizzazione post con etichetta Ricordi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricordi. Mostra tutti i post

sabato 4 aprile 2009

riflessioni sul passato in se

La storia si cambia o si cancella, come insegna Orwell in 1984, il passato invece no quello rimane impresso nella nostra anima.
Oggi in un occasione particolare è stato detto "in questi giorni sono stati detti molti "se" e molti "ma", è inutile continuare a farsi domande lo ha chiamato a se perché aveva deciso di aver visto abbastanza", dopo il "perché" avrei detto che è così che doveva andare ed è cosi che è andata.
"Chi controlla il presente, cambia il passato e chi controlla il passato controlla il futuro" suonava circa così, lo stesso Winston dopo il lavaggio del cervello, dopo aver tradito la cosa che considerava più importante della sua stessa vita, di qualsiasi cosa non ha dimenticato il significato di quello che aveva vissuto, anche se ciò non aveva più senso eppure lo faceva, lo facciamo anche noi riviviamo il passato e ci torturiamo con quei maledetti "se".
Forse aveva di nuovo ragione lui, quando diceva che se mancava un aggettivo che definisse una sensazione negativa, sarebbe sparita anche l'idea con la parola; già forse si ma troppo spesso la sera guardo fuori dalla finestra o il soffito scuro e mi chiedo "e se avessi fatto così, ora forse si starebbe meglio, non avrei sofferto, oppure....oppure".
Non so chi ma qualcuno mi disse che "viviamo per cercare la felicità ma se la troviamo fuggiamo da essa" lui supponeva che si fugge per paura della felicità o che si possa spezzare, probabilmente ha ragione lui però io credo che si fugga perchè una volta raggiunto lo scopo, molti non siano disosti a combattere per mantenerla, sepre come diceva orwell "il modo più veloce per finire una guerra è perderla".
per chiudere "la storia nostra è la storia della nostrsa anima; e la storia dell'anima umana è la storia del mondo" Benedetto croce

mercoledì 16 luglio 2008

Archiviare i ricordi?

Oggi , o meglio ieri vedendo l'ora, tornando da Trento stavo ascoltando un po di musica, quando mi è venuto in mente, che le cose accadono perché devo accadere, giustamente ma è interessante come le persone metabolizzano i fatti.
Riflettevo sul fatto che sui brutti ricordi, ci sono varie "scuole" per trattarli, principalmente credo siano 3: -conviverci,
-metterli in un cassetto e dimenticarli,
-stratificazione,
penso che il primo sia piuttosto ovvio, per gli altri 2 ci sono similitudini certo ma c'è una differenza sostanziale, che rende complessa l'interpretazione, mi spiego subito:
per "stratificazione" intendo che non siamo noi volontariamente a seppellire il ricordo, ma è l'inevitabile procedimento (continuo), della nostra vita è l'ordine naturale delle cose, che va oltre il concetto di "è stato giusto" o "è stato sbagliato", questo processo porta inevitabilmente ha una certa malinconia, e a un certo dolore nel profondo quando una qualsiasi cosa ci porta alla luce un vecchio particolare, legato a indissulubilmente a quel ricordo, per me spesso è una canzone o un profumo.
il secondo invece si tratta di una dimenticanza volontaria, quindi col tempo va perso totalmente; si perde il significato stesso dei fatti, quindi si perde l'unica cosa che si può, in un certo senso trasmettere o condividere, cioè le conoscenze che ci arrivano dall'esperienza di vita.
perso questo cosa significa aver vissuto, però d'altro canto è inutile arrivare avanti nel tempo e avere rimpianti, per ogni giorno passato, si è sicuramente folle; eppure......

mercoledì 2 luglio 2008

seratona di risiko

saranno 2 settimane che non scrivo, non è che non avessi nulla da dire, ma avrei voluto parlare di politica, cosa che sarebbe stata in contrasto con la filosofia del blog.
questa serata di risiko vinta, mi rincuora ma la colonna sonora casuale si era fermata suelle canzoni degli 883 e Ligabue, credetemi folle poco importa, la nostalgia mi ha assalito e obbligato a bere una birra in solitudine.
questo mi ha fatto riflettere sulle stesse cose che scrivo ogni volta, e la soluzione è ancora avvolta nell'oscurità più totale, aggiungerei giustamente, in quanto non può un 20enne avere la conoscenza per rispondere a domande senza risposta.
invece mi sono tornate prepotentemente in mette vecchie ferite, che inevitabilmente hanno cominciato a far male.
insomma buona notte.

sabato 5 gennaio 2008

Vecchi ricordi

Era da ormai molto tempo che tornando a casa, solo in macchina, non provavo questo senso di vuoto. La pioggia che gocciola sul mio parabrezza mentre canticchio whis you were here, ogni centimetro d'asfalto che mi lascio alla spalle, mi strappa un pensiero, il cuore si lacera. ed ecco che appena affrontata la rotonda, mi assaltano dei vecchi ricordi che non avevo dimenticato, anzi sempre li presenti ma ormai "cauterizzati" lasciando solo la cicatrice, poco mi importava. legati a quei ricordi di strada lasciata alle spalle, di rotonde, di ponti da superare; è infondo legato alla sensazione, di doversi arrabbiare e lottare fino al ultimo, al ultimo e basta, infischiandosene del dopo forse in realtà era inutile tentare di salvare qualcosa, il mio solito errore di accontentarmi, "si, in fondo va bene così, e basta". Chi si accontenta è finito, non esistono punti di arrivo ma solo punti di partenza più alti. Questa amarezza, questo buco nello stomaco, non so se alimentato o attutito dalla solitudine, ma so che questa sensazione mi accompagnerà fino a domani mattina, forse durante tutto domani e il giorno dopo, uno dopo l'altro.

sabato 4 agosto 2007

Sere

ci sono delle sere, come questa appunto, che l'unica cosa che possa desiderare, è un buona birra presa in terrazza ascoltando i Pink Floyd. Non posso effettivamente dire che, ho un motivo per avere questo alone di tristezza che aleggia nel mio cervello, agire come se fosse tutto normale anche se non lo è. un libro può in effetti portare alla salvezza, per evitare l'inevitabile discorso, ma appena alzi la testa o solo lo sguardo sei perduto, poco importa cosa ti porti dentro, quali dubbi, quali pensieri, questo e nient'altro vuoi capire cosa ti si stà rigirando nello stomaco, e poco importa che il problema sia li davanti a te che ti aspetta. l'unica cosa che importa probabilmente è sapere che, tornare a casa e potersi bere una birra, senza che anima viva possa romperti il maroni mentre esegui il rito, no neanche quello è più possibile. mi domando ora cosa mi rimanga? senza la birra dei momenti tristi senza, quei pochi minuti di musica sublime unita a un ottima birra, penso che a me non rimanga niente rimane la musica che mi sto sparendo nei timpani nella notte. ma anche tutto questo finirà domani sarà un altro giorno senza gloria, senza onore, ed io lo affronterò con un po di esperienza in più, e il coraggio di affrontare l'assurda monotomia, che affligge ogni essere umano senza la quale però, non esisteremmo in quanto sono le nostre abitudini, la nostra monotonia che ci rende tutti differenti o forse unici.