sabato 27 settembre 2014

Serate in solitudine


"Sono qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!" cit.
Si frose non sono proprio le quattro ma poco conta. Una volta bramavo le sere e le giornate in solitudine, abituato ad aver sempre gente in torno a rompere i maroni.
Però dopo aver passato un sacco di tempo, a bramare qui momenti, non più per passarli in solitudine ma, per condividerli con la persona amata,  mi pare una situazione surreale.  Qui tempi sono passati e nella normalita sono tornato al mio equilibrio. Parlo di equilibrio perché sono ancora molto distante dalla, famosa, quadratura del cerchio.  Ho fatto soffrire persone che non lo meritavano e, forso lo ho fatto solo per ripicca perché mi avevano fatto soffrire e questo non mi fa di certo onore, anzi mi rende non solo uno stronzo ma anche un idiota. Ma così è la vita, si sbaglia! Se fosse veramente semplice come dicono, i buddisti, credo sinceramente che tutti, e dico tutti, dovrebbero iniziare a praticare. Anche perchè alla fine è una pratica non è un credo, ma non sto qui a spiegare il perché le due cose possano convicere e, anzi dovrebero. Purtroppo per quanto ritenga valida la loro pratica e il ritoranre a sé stessi, non ci riesco. o torno sempre a "alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!". Questo in realtà significa ceh il mio Karma dice di tornare a me stesso per ripartire. Rifletto che forse il mio problema e questa "brama di battaglia", che provo ad impedirmi di trovare la pace interiore.
Forse ho letto troppo Phill Jackson e il suo Zen applicato al basket, ma mi ha colpito in un momento in cui ero indifeso. Lasciato solo con me stesso. 
Come sempre, dopo ogni delusione sono tornato a me stesso, alle mie certezze, al mio castello e alla sua unica legge: "Non è importante quanto forte sia il tuo avversario, da tutto quello che hai".  Si per carità, una regola giusta e lineare, senza se e senza ma. Tornando a me stesso ho trovato conferma anche al mio motto, che colpevomente, avevo diemnticato:
          
               "Ogni qualvolta perdi qualcosa, quello che ti rimane è ancora più unico."

Credo che non esistano frasi più vere di questa! Pensateci, esiste qualcosa più unico dell'esperienze vissute sulla propria pelle o meglio dei ricordi che queste laciano nel nostro cuore e nella nostra mente? Io non credo. Poi per carità, come sempre, liberi di dissentire. 

 

giovedì 28 agosto 2014

Il Tempo passa anche per lo spirito?

“Non è questa la mia guerra! Si, ma allora quale è? Non lo so”  è da molto questa domanda mi perseguita, eppure la risposta è sempre la stessa. Sembra quasi che tutto si sia appiattito. Ho ancora voglia combattere, anche se questo vuol dire tornare a collezionare sconfitte. Però quell’impeto della battaglia, quella sensazione di dire “vada come vada” , ho combattuto, ho dato il meglio di che potevo. ma quando è il momento questo non avviene, ho molte occasioni di scontro eppure vedo quei momenti sgusciare via senza neanche tentare di afferrali. Quegli istanti mi passano davanti come se nulla fosse, anzi forse mi deridono pure. Una volta gli avrei affrontati tutti, con la massima determinazione e durezza d’animo, per onestà devo dire che con “una volta” mi riferisco a molti anni a dietro. Ormai sono solo l’ombra della persona che ero. Questa versione di me è migliore per certi aspetti, però è piatta. Stando così le cose non dovrebbe sorprendermi che i giorni passino tutti uguali uno dietro l’altro, in un susseguirsi che porta inevitabilmente all’oblio. Non ci vedo nulla di male nel vivere così, respira e tieni la testa bassae aspetta che la tempesta passi. Si, questo è un buon consiglio ma quando non si muove nulla, uno cosa dovrebbe fare? Aspettare e sperare che qualcosa succeda. Ma che vuol dire stare li ad aspettare? non voglio fare la fine di Giovanni Drogo, aspettare tutta la vita per poi quando, al momento cruciale , si accendono gli ardori non essere più in grado di combattere. Ma che altro si può fare? uscire a cercare battaglie che non ci sono? oppure correre contro i mulini  a vento? tutto questo per cosa?  
L’unica consolazione è di aver sempre e comunque lottato, ma ormai per me quella magra consolazione se nè è già andata e non tornerà più. Ma forse la vera domanda dovrebbe essere: cosa dentro di me mi impedisce di alzare la mano ed afferrare la battaglia? Forse, questa voglia di sentire il crepitio della battaglia deriva da un ricordo, una nostalgia dei tempi che furono, ma che forse non ho più la forza di affrontare?  Non so se questo sia vero, nel senso, sento il sangue ribollire, eppure, faccio del mio meglio per evitare lo scontro. Mi chiedo è abbastanza importante per impegnarsi in un conflitto, in cui come in tutti i conflitti c’è un vincitore e uno sconfitto? la storia ci insegna che un conflitto porta ad un altro conflitto e solo un “pareggio” può portare a una soluzione. Però so che se mai arrivera il momento, ascolterò “the battle rages on” e il mio spirito combattivo tornerà quello di un tempo. Almeno spero.

giovedì 7 agosto 2014

I'm Back?



A volte capita di essere soli, seduti in terrazza, con una leggera brezza che a mala pena muove le foglie degli alberi e della vecchia musica. Era un sacco di tempo che non ascoltavo quel CD, di cui quasi avevo dimenticato l'esistenza. Eppure... eppure alla prima noto è come se non mi avesse mai abbandonato, bastano pochi minuti perché quella melodia mi catapulti con la mente indietro nel tempo. Da allora molto se non tutto è cambiato. Bastano altri pochi minuti per ricordarti il motivo per cui avevo abbandonato quelle parole in musica. Né bastano ancora meno per volerle fermare, ma quando sto per fermarlo qualcosa mi ferma... Perché? Perché, cuore mio, mi fermi la mano? Capisco che questa melodia ti ha regalato momenti di grande felicità ma, allo stesso tempo, ti lega  anche a tristi ricordi. Perché allora tutto questo? Perché non mi permetti di porvi fine? Forse ti piace quella sensazione di nostalgia agrodolce che ti avvolge nella sua stretta? No, ti conosco, non ti piace eppure non vuoi che la melodia si fermi. Lo spirito soffre e basta, ma a te non interessa. Perché mi chiedo? I minuti passano, le tracce si alternano, e senza che quasi me né renda conto, il cd finisce. In un attimo cala il silenzio ma perché, tu cuore mio, vorresti che la musica ricominciasse. Io rimango immobile nel silenzio ad osservare l'esile filo di fumo che produce il mio sigaro, che la brezza disperde in pochi secondi. Rimango li e non capisco, non capisco il perché di tutto ciò. Al improvviso, la cenare del sigaro si stacca e cade sulla pavimentazione marrone chiaro della terrazza. Guadare quel pezzo di cenere, che cade inesorabilmente a terra, mi fa capire il motivo di quella mia incapacità di premere stop e fermare la musica.
Con rammarico capisco che il della mia incapacità di fermare la musica. Interrompere quella melodia equivaleva a chiedere al tempo di fermarsi, di tornare indietro. No,  non si può e non si deve chiedere al tempo di modificare il suo corso. Questo lo so, ma allora perché, perché caro mio vecchio compagno di viaggio, e di mille sconfitte, mi hai impedito di fermare il CD subito, prima che fosse troppo tardi? Che te lo domando a fare? la riposta in fondo la so. Fermare la musica avrebbe significato rinnegare una parte del mio passato,  certo a volte bella e altre triste, ma comunque è una parte del mio passato. Accettare di ignorare quella parte del mio passato significava ignorare una parte di me. Credi di doverti ringraziare ancora una volta, mi hai impedito di commettere un grave Errore. Forse il più grande che un uomo possa commettere. Il passato non va mai dimenticato o ignorato, va solo accettato! Dimenticare il proprio passato equivale a rinunciare a una parte delle proprie esperienze. Se lo si fa, si rischia di trovarsi in un dato tempo e in un dato luogo senza sapere come ci si è giunti, e quindi si smarrisce se stessi. Non so se in questi anni mi sono trovato o mi sono perso, ma forse quello che conta è sapere come sono arrivato in questo dato luogo in questo dato tempo.



martedì 18 gennaio 2011

Prego, avanti un altro....

Un altro giorno è passato.
L'avvicendarsi dei giorni è la cosa più scontata della vita, o forse la seconda, anche il respirare ha abbastanza potenzialità di vincere la competizione.
Una volta credevo di possedere una visione d'insieme, o meglio, credevo di vedere le cose in prospettiva, ora me le ritrovo semplicemente davanti, senza avere idea di dove mi trovo ma soprattutto dove siano, mi sembra quasi di essere in trappola.
Qualsiasi decisone prenda sarà gravida di conseguenze, mi pare di dover scegliere quale parte di me deve inevitabilmente morire. "Non si può salvare capre e cavoli", uno dei due deve essere inevitabilmente sacrificato in nome dell'altro, tutti abbiamo fatto certe scelte ma, forse, non c'è né siamo resi conto, l'esempio più banale è la scelta di fare uno sport: io scelsi il Basket e iplicitamente ho rinunciato al calcio, quindi, una parte di me è morta in quel momento, sicuramente era una parte senza possibilità di lunga vita e sarebbe stato solo questione di tempo, però è stata comunque una parte di me che ho lasciato morire.
Mi è stato detto che crescere comportava 2 cose: la prima, sicuramente, la più importate è riguarda le scelte "Tu e solo tu sarai responsabile delle tue scelte, e in quanto responsabile dovrai accettarne le conseguenze - di tali scelte - senza lamntetarti. Per questo ricorda: se una scelta la fai facendoti condizionare da altri, trascurando i dati oggettivi, non sei solo ingenuo ma doppiamente mona"; la seconda è che "è inutile credere di aver tempo per fare tutto: di viaggiare, di studiare, di leggere, di andare ai concerti, di sognare, ecc. ; il nostro tempo è limitato, più di quello che si possa pensare, ci sono momenti e occasioni che una volta persi non tornano mai, l'unica cosa che puoi fare è accettare questo fatto.".
Il tempo trascorrere e un giorno ti alzi, pronto a combattere, vai sul campo di battaglia e niente... gli spunti per darsi battaglia non mancano: frecciate, allusioni, attacchi diretti, laterali, imboscate. Ma nulla, sembra quasi cheti manchi lo spirito o la scintilla, ma in realtà semplicemente non la fai partire, anzi badi bene di non alimentarla, eppure eri andato li per dar battaglia, vincere o perdere non ti importava, convinto che comunque fosse finita saresti tornato a casa con l'onore delle armi.
La sconfitta non avrebbe significato molto ma una vittoria, una vittoria sarebbe stata definitiva, saresti tornato a casa con lo stendardo sulle spalle, con "quell'odore di benzina", e la ti saresti detto ho "Vinto!", con un trionfalismo mite, come quei vincitori che concedono l'onore delle armi perchè hanno sudato la vittoria.
Ma questo non è successo e quando ti rendi conto che il tuo gioco e stato far ritirare l'avversario senza combattere, ti rendi conto che qualcosa è cambiato per sempre, ti rendi conto che se pur senti quel fuoco dentro non lo libererai mai più.
Non so se crescere voglia effettivamente dire "far morire qulacosa a scapito di altro", ma sono convinto che se è così quelle cose non torneranno mai. Ci sono occasioni in cui non ti rendi conto di far morire qualcosa, e sei convinto che sia ancora là, ma poi un giorno di svegli e a fine giornata ti accorgi che non hai più tempo e che quel qualcosa se nè é andato per sempre.
Sbagliare il tempismo è la costante della mia vita, ma la croce più grande che devo portare e rendermi conto la la colpa è solo mia e delle mie scelte, a volte è difficile prendersi le proprie responsabilità ma bisogna farlo.
La difficoltà non sta tanto nel cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa, la vera difficoltà è addossarsi tutta la responsabilità senza se e senza ma. Certo ci sono sempre fattori concorrenti, lo ho sempre sostenuto e sempre lo farò, ma ci sono fattori più o meno decisivi, eventi che ci lasciano la sensazione di inevitabilità, distinguere eventi inevitabili da quelli che potevano essere evitati non è facile, anzi impossibile se si è direttamente coinvolti in quell'evento.
La difficoltà diventa quindi convivere col dubbio e portarsi tale fardello, e ogni volta che riaffiora affrontarlo a testa alta con una sola verità nel cuore: "Il passato è passato. Non si può cambiarlo e bisogna conviverci.", certo non una grande verita, ma d'altra parte, non posso ofrirvi grandi verita , solo quelle piccole e insulse.

domenica 2 gennaio 2011

2011

Lo scorso anno pubblicai lo stesso post che misi nel 2009, quast anno no.
Non lo ripubblico, non perche non senta ancora qullo che ho scritto, ma perchè sento il passato anacronistico.
Il passato è anacronistico ovviamente, però quei sentimenti quelle speranze le ritrovo ancora oggi forse più forti che di ieri, ma non è questa la questione o il problema, il problema non è neanche il cambiamento. il "perchè" è il "perchè" è quello primordiale.
Stanotte ho riletto alcuni miei post a caso e causalmente ho riletto i post in cui ero, diciamo pure "Innamorato" e quelli in cui la mia illusione si era smaltata su un muro, "Non ho provato nulla!", TRISTEMENTE NIENTE, eppure mi hanno fatto soffrire moltissimo, molto più di quello che sarò mai disposto ad affermare. Le 3 donne per cui avrei dato tutte sono felici, "bene" mi sono sempre ripetuto, con la morte nel cuore ma la convinzione che foose giusto così, non avrei potuto dargli più di quello che hanno ora. vedo le loro foto in sella a una ducati (tralascio il modello) o a un BMW e mi dico "almeno hanno sicuramente di più e sopno felici, ma avrei potuto farle guidare quei mezzi". Eppure il valore di una presona dipende dalle qualità solo da quello che può offrire, o da quello che è?
Nel senso, mai avrei potuto portarla in sella a una ducati lunco il Piave, e mai potrò, ma avrei potuto farle sentire il Rispetto e l'amozione, nelle mia parole, mentre le raccontavo di quel fiume sacro alla patria,e di quella volta che attraversatolo, su un ponte,mio padre fermò la macchina e mi fece smontare, e senza dire niente si affacciò al parappetto della strada e mi disse "Sai cosè questo?", io da idiota risposi "Un fiume. è il piave, c'era il cartello prima del ponte, che domanda è?", la sua risposta fu con amarezza, che a quel tempio non capii, "si solo un fiume, solo il piave!", risalimmo in macchina e ripartimmo. certo questa conversazione no sostituisce il valore di una ducati, forse non lo farebbe nemmeno per me, ma mi domando se moralmente non valga di più.
qulche volta mi manca ancora il suo sorriso, il suo modo di scherzare o semplicemente le sue reazioni alle mie sfide verbali, pultroppo il tempo è passato e lei è passata con lui, rivederla o chiamarla sarebbe inutile; la ho incontrata in più di un'occasione e l'unica sensazione che o provato è stata di superiorità, face to face, il mio pensiero è stato "ti ho ammirata e amata, avevi molto da insegnarmi, eri la mia stella polare , ma ora non più! seguo la mia strada e ti sono superiore, culturalmente e moralmente, io non sono un VEBDUTO! non sono migliore del tuo lui lui, ma sono migliore di quando mi hai visto l'ultima volta- la vera domanda è- e tu? chi sei?" rispondo, con rimpianto, la stessa anzi sei peggiorata perchè sei scesa a più compromessi, legittimi o no, sei scesa a compromessi, la tua motralita si è fottuta e cosi il mio rispetto.
Vederle felici è forse una delle mie più grandi pieceri, ma al contempo, una delle mie più grandi tristezze. ma alla fine "E un' altra volta è notte e suono..."

domenica 26 dicembre 2010

Koda winter collection

Carissimi,
quasta raccolta è stata creata per essere ascoltata mentre si fuma qualcosa di importante, toscani o pipa, in tranquillità. spero vi piaccia.

Hold on you
Atlantic city
Ruby tuesday
It's Still Rock And Roll To Me
Wasn't born to follow
New york state of mind
Piano man
The wrestler
Ballad of easy rider
Fallin and flyn'
Turn! turn turn!
Amanda
Brand new angel
the weary kind

giovedì 9 dicembre 2010

Penso, credo, evoluzione logica?

Ogni volta che ipotizzo un post vorrei cominciarlo con "Penso" o "Credo". D'altronde ogni volta che scrivo è come se fosse un monologo, in cui discuto tra me e me su qualcosa e in una situazione in dialogo del genere quel "Credo" o quel "Penso" guadagnano un valore assoluto, non sono più quell'espressione di soggettività per cui vengono usati, o megli per cui sono stati creati.
Penso che più passa il tempo più le cose diventino complesse, non per le difficoltà o le responsabilità che inevitabilmente aumentano, ma perchè più il tempo passa più cominciano a contare fattori indipendenti da noi, situazioni che si creano dall'incotro di correnti che derivano da un passato remoto.
Quando mi viene chiesto di commentare o esprimere una mia opinione, su un qualsiasi argomento, quando comincio ad eprimerla nasce istantanemente un movimento di dissenso fra gli ascoltatori, ai quali non posso dare del tutto torto, che si lamentano de comincio il discorso parlando di fatti o situazioni antecendenti di svariati anni, non poche volte cominciavo a parlare di eventi antecedenti sdi un centinaio d'anni. non è solamente semplice volontà argomentativa, o un qualche sentimento romanti nel rcordare eventi passati, è semplicemente un modo per far capire che tutto è dipendente da tutto, qualcosa non può succedere di punto in bianco e non succederà mai.
Con questo non voglio dire che è tutto prevedibile, nonostante sia fermamente conovito che tutti gli eventi sono un evoluzione logica di eventi precedenti, perchè pur essendo un evoluzione "logica" non è prevedibile in quanto non si possiedono mai tutte le variabili che entrano in gioco col passare del tempo. fattori ch ederifvano da altri "filoni" che per una loro evoluzione, per l'appunto logica, cominciano a influenzare altri "filoni", se si prendonoi i n considerazine entrambi i "filoni" si può dire "si, era ovvio che incominciassero ad influenzarsi", ma se io non sono a conoscenza dell'esistenza di quest'altro fattore non posso prevedere questa evoluzione, che da logica diventa casuale.
Guardando indietro anche nella nostra vita, e guardandola in maniera oggettiva, ci renderemmo conto che si è evoluta socondo linee logiche e ci permetterebbe di capire in che direzione stiamo andando. Ma quello che spero con questo post e che leggendolo, il lettore sia in grado di fare questa analisi oggettiva, e si domandi "è li che voglio arrivare?" e se la risposta è "No", spero che questo post possa essre un fattore che aiuti a cambiare l'evoluzione logica dei fatti.

domenica 28 novembre 2010

Ritorno?

Provo una strana sensazione mentre riempio nuovamente il rettangolo bianco del post.
Si, è passato molto tempo dall'ultima volta che ho riempito un rettangolo come questo, le motivazioni sono molteplici, trasnquilli non starò qui a scriverle tuttte, cercando di analizzare profondamente ogni sensazione che mi portava a non pubbliccare. Si, perchè di pubblicare si trattava non scrivere, quello ho continuato a farlo, ma poi mancava quel qualcosa, quel qualcosa che porta a mostrare il proprio "lavoro", forse semplicemente non avevo nessuno per cui farlo.
Quello che mi ha convinto a provare a ricominciare, è stata la profonda sensazione di angoscia per il futuro, quel buco nero che ti porta via le forze all'imboccatura dello stomaco, sicuramente tutti conoscete questa sensazione e se non la conoscete potete solo considerarvi fortunati.
Come combatterla? si, insomma, diciamo che ci sono 2 sistemi: non pensarci e trovare una soluzione, la seconda presuppone un analisi della questione da dove deriva questa angoscia e aprire il sipario sulla causa, il primo è talmente facile che non lo spiego.
Il problema è che il futuro, per essere tale, deve essere un salto nel vuoto.
Per chi studia la domanda più comune , ma anche la più temuta a mio avviso, è: "Dopo?" te la pongono tutti e tutti chiedono seplicemente una risposta, alcuni c'è la hanno ma altri no, come me del resto ovviamente.
Io provo a non pensarci, lascio semplicemente che le cose accadano e questo non mi piace; mentre scrivo queste righe mi ronza in testa la canzone "Ballad of Easy raider", con i 2 protagonisti in moto che viaggiano lungo una strada, non importa quali luoghi attraversa, ma solo dove li porterà.
C'è uno sfumato di destino nel viaggio , nel viaggio che può essere interiore o esteriore, eppure ti conduce verso la strada che, a mio avviso, è tracciata.
Libertà cosè la libertà se non una sensazione, un credo, potrebbe essere un altra sensazione felicità certo ma anche angoscia; perchè in fondo non si è mai veramente liberi, fin tanto che si esiste in un contesto. Per essere liberi bisogna annullare il contesto, ma il problema è farlo senza annullare noi stessi - e qui arriva il paradosso- saremmo ancora noi senza le nostre cose, le nostre passioni, i nostri ricordi, i nostri dolori, le nostre ferite mai rimarginate li in attesa di ri-aprirsi non appena le dimentichiamo?No, non credo, non credo che una persona sia ancora se stessa senza i sui ricodi. Noi siamo i nostri ricordi.
Credo che i ricordi siano quella cosa che nessuno, nessuno potrà mai portarti via; questa è forse una delle poche cose che portiamo con noi quando appunto saltiamo nel vuoto.

domenica 28 marzo 2010

Cit. Starcraft 2

La natura non si limita ad adattarsi. La natura bara, cambia le regole in corsa e se la svigna dalla porta sul retro con il tuo portafoglio mentre ancora stai cercando di capire cos'è successo.

domenica 28 febbraio 2010

cit. Apocalypse Now

In questa guerra tutto diviene confuso laggiù, il potere, gli ideali, un certo rigore morale, esigenze militari contingenti... ma laggiù con questi indigeni si può essere spinti a prendersi per Iddio.
…perché c'è un conflitto in ogni cuore umano tra il razionale e l'irrazionale e tra il bene e il male... però non sempre il bene trionfa... a volte le cattive tentazioni hanno la meglio su quelli che Lincoln chiamava "i migliori angeli della nostra indole", i buoni istinti morali. …Ogni uomo ha un suo punto di rottura, noi due lo abbiamo, Walter Kurtz ha raggiunto il suo, e evidentemente è uscito di senno. (Gen. Corman)

mercoledì 30 dicembre 2009

un nuovo anno ha inizio

Sono un pò contrariato dal fatto di scrivere questo post. un po perché è da molto che non scrivo, un po perché sono sicuro che se dopo averlo scritto andassi a rileggere il post dell'anno scorso sarebberò uguali. Forse è su questo che dovrei riflettere, il tempo passa e provo lo stesso sentimento di smarrimento e nostalgia, senza contare il fantasma che mi perseguita, li a ricordarmi che tutto quello che faccio è inutile. tutto questo alla consapevolezza di voler ritrovare il vecchio me, quello sicuramente troppo impulsivo, cattivo, più idealista e non disposto a scendere a compromessi. Ora invece non ricordo una decisione non mediata, una scelta "pura" messa in pratica così come pensata, presa negli ultimi anni a partire dalla scelta dell'università.
Molti miei amici si sono sistemati o hanno fatto scelte ormai decisive, mi viene spontaneo domandarmi "io cosa ho fatto?", domanda che sicuramente mi accompagnarà fino alla fine.
Penso che abbia ragione un mio amico quando dice che questo blog è "pessimista, negativo,nicilista e autodistruttivo", già negatività porta altra negatività.
Lasciando da parte facili speranze per l'anno nuovo, io spero solo di poter rispondere a quella domanda, risolto l'enigma il resto si sistemerà. Un pezzo alla volta, certo, e uno dopo l'altro.

giovedì 22 ottobre 2009

Nulla

Vi assale mai un senso di nulla? molti riescono ad immaginarsi fra 3,4 o 10 anni. Io fatico ad immaginarmi domani o dopo domani, il futoro nullo. questo da un senso di inutilità a tutto ciò che si fa. mi chiedevo giusto oggi se nel complesso stò facendo qualcosa per me o lo stò facendo perchè è quello che la gente si aspetti che faccia. ho sempre adoratto combattere, ma negli ultimi tempi mi sembra di combattere per un nulla per non ottenere nulla che mi appartenga, mi sento particolarmente spaesato e senza più radici, non sapere cosa ci aspetta è normale, penso che nessuno in realta sappia come sarà domani, credo anche che non sapere da tove si è arrivati è peggio che non sapere dove andera. questione di gusti, forse...

lunedì 12 ottobre 2009

live radio 11/10/09

dal 1° punto

martedì 6 ottobre 2009

pensieo

Senza rivendicazioni, una rivoluzione è inutile.

domenica 4 ottobre 2009

aggiornamento

è un po che non scrivo, vorrei poter dire qualcosa di importante ma non ho novità...nessuna.
mio padre dice sempre "nessuna nuova, buona nuoa", spero abbia ragione.

giovedì 17 settembre 2009

Va così che ci vuoi fare

Va così che ci vuoi fare, certo può dispiacere ma non dipende da me.
pensavo oggi che non so perdere, certo partendo dal principio "Non c'è disonore nella sconfitta" e nonostante ne sia convinto dopo diventa difficile. Quando si perde la partita, quando si è perso qualcuno o qualcosa a cui si tiene, alcuni si disperano, altri piangono, altri cercano di recuperare il recuperabile cercano di fare buon viso a cattivo gioco, alcuni si ubriacano . invece io no, niente stringo la mano e me né vado a testa bassa o alta forse non conta, appena arrivo in spogliatoio e mi siedo sento che la rabbia avanza lentamente nel sangue, si espande fino al cervello. penso sia una delle peggior reazioni possibili, non torno più sul discorso. Ciò che è perso è perso molto spesso per sempre.
Quando sono solo con un bicchiere di whiskey, mentre ascolto la musica in alcune sere ci ripenso, ripenso a tutte le cose che ho perso, tutte le volte che dopo la sconfitta stringevo la mano e me ne andavo così come se nulla fosse e di quanto ci stessi male dopo.
Partita, vita quante similituti ma anche quante differenze....

giovedì 10 settembre 2009

non c'è un domani?

Passo il tempo a non far nulla, vivo passivamente il tempo che mi porterà all'oblio universitario.
Non manca molto e per la prima volta nella mia, se pur corta, vita passo il tempo senza proggettare o organizzare il giorno dopo, per me era normale organizzarmi al giornata in base agli impegni' oppure organizzare in base alle precedenze il mio tempo ma ora che c'è il nulla mi sento perso.
Poi penso che ho amici con veri problemi e capisto che i miei sono fandonie, penso ora alla filosofia di un prof di un mio amico che diceva "vivi e lascia morire".
Sbagliato o giusto che sia non pensare al mio domani libera del pensiero diquello che faranno gli altri.

domenica 6 settembre 2009

lei

la ho rivista il mio primo vero amore e anche se fa male va bene così. è in findo giusto lei la rivedo col moroso forse meno felice di quel che avrei potuto renderla.
Ma in fondo è gusto così, io ho sbagliato a giocare le mie carte a quel tempo ed è giusto ch pagìhi il dazzio se tale dazzio è la sua felicità.
La sua felicità è sicuramente superiore a chiunque conosca.
Ciò lo ritengo ingiusto in quanto lei è superiore non ho mai conosciuto nessuno al suo livello .
Non dico che abbia insegnato a viere ma poco ci manca, vorrei tornare a combattere come un tempo ma non è possibile.
mi manchi mi manchi tantissimo ma questo è il destino, io per priomo devo accettarlo. nonostante tutto mi mancherai, mi manchi tantissimo! spero un giorno di pareggiare i conti.
avrei daro e dqrei la vita per te ma gio in fondo non conta giusto?
l'unicq cosa c , io per priomo devo accettarlo. nonostante tutto mi mancherai mi manchi tantissimo!he potrei dirti mqa non voglio è addio

domenica 30 agosto 2009

pre-afther partita

Ci sono partite che vanno giocate semplicemente per essere giocate.
Non importa come si scende in campo, non basta nemmeno semplicemente giocare, in realtà lo spessore della partita lo senti solo poco prima dell'inizio.
Te ne accorgi appena entri nello spogliatoio, il livello di puttanate che si dicono è sempre enorme, gli argomenti spaziano da le rogne con l morosa di uno alla festa sbrego del sabato prima. Anche dicendo le stesse identiche cose ti rendi conto non è sempre uguale, senti che più il tono è allegro più si tenta di sviare l'atttenzione da una cosa all'altra.
Ogni uno ha i suoi motivi per alzare il livello delle gogliardie, più o meno seri, non sta a me giudicare ma è così.
Credo di domandarmi spesso perchè continuo a giocare nonostante i miei mediocri risultati sportivi, semplicemente perchè mi diverto in realtà quali altri potrebbero essere i motivi per giocare altrimenti.
Al ritorno dalla partita esiste solo quello che si è fatto in campo se si torna in macchina coi compagni, se invece si torna solli non si pensa a nulla, non al domani forse solo qualche episodio della partita e in quel momento può scappare un porco o un sorriso.
Ma forse è meglio guardare la strada e perdere il proprio sguardo nel vuoto o se si guida della buona musica e occhi se pur svogliati sulla strada.

venerdì 28 agosto 2009

Non riesco a non ascoltarla

Ultimamente non riesco a togliermi dalla testa questa canzone di Guccini, non so il perché ma quando mi ritrovo a pensare per provare a scrivere mi ritorna in mente, quindi la posto semplicemente.

un' altra volta è notte e suono,
non so nemmeno io per che motivo, forse perchè son vivo
e voglio in questo modo dire "sono"
o forse perchè è un modo pure questo per non andare a letto
o forse perchè ancora c'è da bere
e mi riempio il bicchiere..

E l' eco si è smorzato appena
delle risate fatte con gli amici, dei brindisi felici
in cui ciascuno chiude la sua pena,
in cui ciascuno non è come adesso da solo con sé stesso
a dir "Dove ho mancato, dov'è stato?",
a dir "Dove ho sbagliato?"

Eppure fa piacere a sera
andarsene per strade ed osterie, vino e malinconie,
e due canzoni fatte alla leggera
in cui gridando celi il desiderio che sian presi sul serio
il fatto che sei triste o che t'annoi
e tutti i dubbi tuoi...

Ma i moralisti han chiuso i bar
e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori:
è bello ritornar "normalità",
è facile tornare con le tante stanche pecore bianche!
Scusate, non mi lego a questa schiera:
morrò pecora nera!

Saranno cose già sentite
o scritte sopra un metro un po' stantìo, ma intanto questo è mio
e poi, voi queste cose non le dite,
poi certo per chi non è abituato pensare è sconsigliato,
poi è bene essere un poco diffidente
per chi è un po' differente...

Ma adesso avete voi il potere,
adesso avete voi supremazia, diritto e Polizia,
gli dei, i comandamenti ed il dovere,
purtroppo, non so come, siete in tanti e molti qui davanti
ignorano quel tarlo mai sincero
che chiamano "Pensiero"...

Però non siate preoccupati,
noi siamo gente che finisce male: galera od ospedale!
Gli anarchici li han sempre bastonati
e il libertario è sempre controllato dal clero, dallo Stato:
non scampa, fra chi veste da parata,
chi veste una risata...

O forse non è qui il problema
e ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi
e ognuno costruisce il suo sistema
di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali,
scordando che poi infine tutti avremo
due metri di terreno...

E un' altra volta è notte e suono,
non so nemmeno io per che motivo, forse perchè son vivo
o forse per sentirmi meno solo
o forse perchè a notte vivon strani fantasmi e sogni vani
che danno quell' ipocondria ben nota,
poi... la bottiglia è vuota...